La legge del 1990, n. 142, aveva previsto, per la prima volta, che i comuni e le province avreb-bero dovuto adottare un proprio statuto per stabilire, nell'ambito dei principi fissati dalla stessa legge, le norme fondamentali per l'organizzazione dell'ente ed in particolare determinando le attribuzioni degli organi, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione tra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi.
Lo Statuto del Comune di Altamura venne approvato dal consiglio comunale il 17 ottobre 1991 ed entrò in vigore il 9 aprile 1992.
Nel 1993, si approvò una revisione parziale del testo originario, procedendo ad una modifica ed integrazione parziale ai sensi della legge sull'elezione diretta dei sindaci, n.81, che imponeva un adeguamento entro dieci mesi dall'entrata in vigore della stessa legge.
Nel corso del 2000, il legislatore, con il decreto legislativo n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (T.U.E.L.), ha modificato la precedente legge n. 142/90 e si procedette all'elaborazione di una nuova bozza di statuto, tenendo conto delle numerose novità legislative, ma non si giunse all'approvazione finale anche per il sopraggiungere del termine naturale del mandato elettivo, la campagna elettorale e le nuove elezioni amministrative del 2001.
L'art. 6 del predetto t.u.e.l., ampliando l'autonomia dei comuni, prevede che lo statuto, nell'ambito dei princìpi fissati dallo stesso testo unico, stabilisca le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifichi le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio.
Inoltre, prevede che lo statuto debba stabilire, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dallo stesso testo unico. Inoltre, gli statuti comunali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
La Conferenza dei Capi Gruppo, istituita con deliberazione consiliare del 12.7.01, n. 53, con la partecipazione del Presidente della Consulta delle Associazioni, ha ripreso i lavori per l'esame di una bozza di un nuovo statuto comunale da sottoporre al consiglio comunale elaborando una proposta definitiva.
Nelle sedute del consiglio comunale del 4,15, 17, 19, dicembre 2001 e del 2 e 3 gennaio 2002 si è proceduto all'abrogazione del testo del primo statuto ed all'esame della nuova proposta di statuto, apportando modifiche ed integrazioni (grazie in particolare ai significativi contributi dei consiglieri Comunali Vincenzo Colonna e Vito Menzulli), il cui testo finale è stato approvato definitivamente.
Schema del nuovo statuto
Il testo approvato è composto da n. 119 articoli ed un allegato relativo allo stemma della città, ed è diviso in otto Titoli come segue:
- Le Disposizioni generali con i dati identificativi, i principi e le finalità del comune;
- Gli Organi istituzionali: Consiglio, Giunta e Sindaco;
- Gli Istituti di partecipazione: consulta delle associazioni, difensore civico, referendum;
- L'Attività amministrativa;
- Gli Uffici e personale;
- Finanza e contabilità;
- Disposizioni diverse;
- Disposizioni finali.
Circa le scelte demandate dal T.U.E.L. allo statuto sono state decise tra le altre:
- La definizione delle sedute ordinarie (per la presentazione delle linee programmatiche; per l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio precedente; per la verifica degli equilibri di bilancio di cui all'art. 193 del t.u.e.l. D.Lgs 18/8/2000, n.267; per l'approvazione del bilancio preventivo annuale, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e programmatica; per gli adeguamenti dello Statuto Comunale) e straordinarie;
- I consiglieri necessari per il numero legale della seduta (16 Consiglieri per l'approvazione di deliberazioni e 10 Consiglieri per la trattazione delle interrogazioni ed interpellanze);
- Il tempo entro cui presentare le linee programmatiche (entro tre mesi dalla prima seduta del Consiglio);
- La rappresentanza legale dell'ente che è attribuita al Sindaco. L'esercizio della rappresentanza, compresa quella in giudizio, è attribuibile a ciascun dirigente in base ad una delega rilasciata dal Sindaco;
1. La delega può essere di natura generale: con essa il Sindaco assegna al Dirigente l'esercizio della rappresentanza per tutto il tempo del suo mandato, per il compimento dei seguenti atti:
- rappresentanza in giudizio, con la possibilità di conciliare, transigere e rinunciare agli atti, con la eccezione dei procedimenti che riguardino i componenti di organi di governo: Sindaco, Assessori, Consiglieri;
2. La delega può essere rilasciata per il compimento dei seguenti atti:
- Stipulazione di convenzioni tra Comuni per lo svolgimento di funzioni e servizi determinati;
- Stipulazione di gemellaggi;
3. Il Sindaco può, altresì, delegare, nelle medesime forme indicate, ciascun assessore, per il compimento dei seguenti atti, caratterizzati da una funzione di rappresentanza politicoistituzionale:
- Rappresentanza dell'Ente in manifestazioni politiche;
- Stipulazione di convenzioni per la costituzione di consorzi, di unioni di comuni;
- Rappresentanza del Comune in seno ad enti, istituzioni o aziende, le cui nomine non sono riservate per legge ad altri organismi;
- La composizione della Giunta: cioè da non meno di sei e non più di dieci assessori, compreso il Vice Sindaco, il cui numero è definito dal Sindaco all'interno dei predetti minimo e massimo;
- Le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente, le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze;
- I criteri generali in materia di organizzazione dell'ente;
- Le forme di collaborazione fra comuni e province;
- La partecipazione popolare, il decentramento, le modalità per l'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi;
- Le norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune, nonché degli enti, aziende ed istituzioni dipendenti;
- I Referendum: consultivo, propositivo ed abrogativo;
- Il Difensore civico;
- Le circoscrizioni di decentramento;
- Circa lo Statuto dei diritti del contribuente, tutti gli atti normativi e la relativa modulistica applicativa, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente Statuto, dovranno essere aggiornati o integrati introducendo, nel rispetto dei principi dettati dalla legge 27 luglio 2000, n.212, le necessarie modifiche con particolare riferimento: all'informazione del contribuente (articolo 5); alla conoscenza degli atti e semplificazione (articolo 6); alla chiarezza e motivazione degli atti (articolo 7); alla remissione in termini (articolo 9); alla tutela dell'affidamento e della buona fede - agli errori del contribuente (articolo 10); all'interpello del contribuente (articolo 11 e 19);
Desidero ringraziare, per l'apporto dato ai lavori, i componenti della Conferenza dei capi gruppo, i consiglieri: Giacinto Forte, delegato dal Capogruppo, Francesco Tafuni, Michele Clemente, Nicola Natuzzi, Francesco Petronella, Nicola Laterza, Giuseppe Sanrocco, Angela Cornacchia, delegata dal Capogruppo, Mario Stacca e l'avv. Loreto Destefano, Presidente della Consulta Generale delle Associazioni.
Inoltre, devo ringraziare, ugualmente, per la collaborazione data al Consiglio Comunale: il dott. Raffaele Palermo, Segretario Generale, la dott.ssa Domenica Anelli, già Dirigente Incaricato del I° Settore e il dott. Gennaro Zubbo, Capo Servizio Segreteria.