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   Il Comune : Comunicati stampa : 16/07/2004

E LA TREBBIA VA……..
Sabato 24 e domenica 25 luglio 2004 ad Altamura la trebbiatura a vapore
nei campi di grano di Lamalunga custoditi dall'antico Uomo di Altamura


Giovedì 22 luglio alle ore 10 conferenza stampa presso l'Assessorato Regionale all'Agricoltura. Parteciperanno il Presidente Provinciale della Coldiretti Nicola Ruggire, l'Assessore Regionale ALL'Agricoltura, Nino Marmo, Il Sindaco di Altamura Rachele Popolizio,il Segretario della Cildiretti di Altamura, Michele Ragone
Presenti i Consiglieri Regionali Pietro Pepe, Michele Ventricelli
e l'Assessore alla Cultura del Comune di Altamura, Onofrio Pepe

L'evento si annuncia originalissimo. Tutto è preparato per benino: la trebbiatrice degli anni '30 ben oliata, il motore a vapore che ansimando prende velocità, facendo muovere attraverso Lunghe fasce che agguantano e fanno girare, come nel famoso film di Chaplin "Tempi Moderni" tutti gli ingranaggi che portano il chicco del grano ad uscire dalla spiga che lo custodisce. E che grano. E' quello di Lamalunga, la lunga ferita carsica, sulla vecchia via Bari, che custodisce nella sua antica grotta, l'Uomo Arcaico di Altamura, scheletro integro di uomo primitivo vecchio di 200 mila anni. Scoperto nel 1993 dai giovani speleologi di Altamura del Cars, adesso si può vedere grazie a un sistema di video osservazione con telecamere a raggi infrarossi impiantate lungo un affascinante percorso di oltre 60 metri che conduce all'abside roccioso dove si trova l'Uomo.
Un grano che sa di antico e di fatica, dai muli bendati che "girando a cerchio" e con comandi ritmati pestavano le spighe, alle prime trebbie e fino alle più moderne tecniche di raccolta con le mietitrebbie computerizzate. Dal grano falciato e composto a covoni, con l'aia attrezzata di tutto punto, ai forconi pronti all'uso per arpionare i fasci di grano da sistemare con una raffinatissima tecnica che solo il "pagliaro" sapeva fare, e questo per poter rendere facile l'arrivo del fascio di grano alla "bocca" della trebbia. Padroni e braccianti, meccanici e manovali, muli e cavalli. La Masseria nel giorno della trebbia ansima per via di un raccolto che finalmente arriva. Buono o brutto che sia: finalmente il grano cappelli, quello più buono e che dà la forza al Pane di Altamura. Azioni di fatica, di vita contadina. Dove c'è bisogno di lavorar di gomito, di non sottrarsi. L'acqua e il vino tenuti al fresco nel piccolo otre all'ombra della trebbia, il pezzo di pane e il formaggio su una mano. La trebbia a vapore non si ferma. Deve andare avanti. Fino alla fine. Poi sarà festa sull'aia, i canti, le tarantelle, la pasta condita con il ragù di pecora, la ricotta fresca. Il Mastro meccanico, l'uomo che sa far andare la trebbia, il più riverito, il più cercato. E' anche il più sporco di olio di motore, sempre pronto a capire l'inghippo che potrebbe venire.
Come eravamo. Una immagine, impressa su una fotografia ritrovata insieme a tante altre di vita agreste da quel cercatore di memoria che è Michele Difonzo. Ma non basta la foto. Era necessario ricreare un ambiente, vivere di nuovo quei momenti.
Pasquale Caputo , vecchio mastro meccanico di Altamura e Peppino Carone, maritato a una Ragone della Masseria di Lamalunga, da tanto cercavano di imprigionare nell'oggi questo momento della memoria.
L'hanno sempre portata con loro, custodita da qualche parte. Insieme a un loro vecchio amico da poco scomparso, uno dei primi meccanici di trebbia di Altamura, Francesco
Maino. E oggi come in sogno che prepotentemente ritorna vogliono realizzare …"La trebbia che va." Non per nostalgia, ma per una sorta di omaggio all'Uomo antico trovato nella grotta proprio vicino ai seminativi dei Ragone e alla officina dei Caputo dove è custodita la grande Trebbia, l'antica bocca meccanica che ingoia fasci di grano e ne fa uscire paglia e chicchi.
Oggi tutto questo diventa realtà grazie alla collaborazione con il Comune di Altamura che ha patrocinato questa manifestazione inserendola all'interno del programma di Estate Murgia 2004 e organizzandola sull'aia della Masseria Ragone dell'Uomo di Altamura. Proprio accanto al Centro Visite che è un piccolo avamposto tecnologico con modernissimi computer che rimandano, dal cuore della grotta, l'immagine e Tre D dell'antenato murgiano grazie a Salvatore Cagnazzi, genio di trasmissioni televisive che ha inventato tutto un suo sistema di osservazione costruendo anche occhialini speciali. E' il progetto Sarastro del Prof. Delfino Pesce, finanziato dalla UE, dalla Regione Puglia e dal Comune di Altamura e con l'intervento della Soprintendenza archeologica della Puglia. La memoria, il passato con un viaggio virtuale nel cuore della terra alla ricerca dell'Uomo.
E così sabato 24 dalle ore 17,00 e domenica 25 luglio dalle ore 10,00 per tutta la giornata nella Masseria Lamalunga la Trebbia a vapore andrà e il grano si dividerà dalla pula e dalla paglia…
Insomma una sorta di "come eravamo" nel giorno della trebbiatura. La festa in Masseria come la festa della tosa delle pecore in primavera.
Due giornate di festa e di duro lavoro nelle masserie dell'Alta Murgia. Grano e lana. Il grano resiste, la lana della pecora altamurana ormai non la cerca più nessuno. E così la pecora di razza altamurana è in estinzione, superata sulla murgia dall'allevamento della pecora sarda e leccese che danno più carne e latte.
Dal pomeriggio di Sabato 24 e fino a Domenica 25 con la regia di Peppino Carone, Michele Ragone e Nicola Perrucci e la supervisione di Pasquale Caputo, mastro meccanico, il rito faticoso si ripeterà, quasi d'incanto.
E a sera balli, canti con i gruppi musicali U Munacidd di Gravina e Peloso Folk di Irsina, e cucina contadina con cialda fredda (il pane bagnato condito con olio, pomodoro, fette di limone, aglio, cipolla rossa e origano di murgia), arrosto di pecora, ricotta fresca, la "chartascin d' mccanc" (la padella dei meccanici), formaggio canestraio dop della Cooperativa Caseificio Pugliese di Corato e vino primitivo.
Insomma la Trebbia andrà…..ancora una volta per lanciare il messaggio di una Murgia che resiste e che anzi vuole tornare a vivere ridata al futuro grazie al suo passato, ai suoi antichi custodi: l'Uomo di Altamura e i Dinosauri…… (o.p.)

Altamura, 16.7.2004


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